CARE2CURE: un nuovo paradigma tra innovazione e sostenibilità ambientale

Evento Care2cure

Presentato il progetto CARE2CURE. Innovazione terapeutica e sostenibilità ambientale, per un sistema sanitario che riconosca il valore e renda prioritario il legame tra innovazione terapeutica e sostenibilità ambientale. L’evento di presentazione si è svolto lo scorso 25 giugno a Roma e in live streaming, con l’organizzazione di Edra SpA e il supporto non condizionante di Novo Nordisk. 

Sostenibilità e innovazione terapeutica

La sostenibilità ambientale è di primaria importanza per la salute dell’uomo. Un obiettivo ambizioso la cui realizzazione necessita di una transizione verso nuovi modelli industriali sostenibili e un ripensamento di modelli di produzione innovativi.

Infatti, il cambiamento climatico, l’urbanizzazione, l’inquinamento atmosferico e la produzione industriale non sostenibile rappresentano un problema sull’insorgenza e sull’aggravarsi delle patologie croniche.

La crescente preoccupazione per l’impatto ambientale delle pratiche sanitarie ha posto l’attenzione sull’importanza di sviluppare e implementare soluzioni e tecnologie terapeutiche innovative.

In questo contesto, l’approccio alle cure ha un ruolo strategico nel contribuire a ridurre l’impatto ambientale, anche attraverso soluzioni e tecnologie sanitarie sostenibili.  L’idea è quella di curare non solo la patologia cronica ma anche preservare un ambiente di vita sano, a favore di una migliore qualità di vita dei pazienti.

Innovazioni terapeutiche sviluppate e prodotte per essere sostenibili per l’ambiente presentano vantaggi non solo per la salute, ma anche per il SSN. Esse possono infatti contribuire alla riduzione dell’insorgenza di malattie croniche e, quindi, a una riduzione dei costi per il SSN nel lungo periodo.

Care2Cure: i protagonisti e i topic dell’evento

Il policy brief  CARE2CURE. Innovazione terapeutica e sostenibilità ambientale”, realizzato da Edra con il supporto non condizionante di Novo Nordisk, analizza proprio queste tematiche. L’evento di presentazione dell’iniziativa si è svolto lo scorso 25 giugno presso il Centro Studi Americani di Roma.

Il progetto raccoglie prospettive e raccomandazioni frutto della discussione di un board di esperti e del contributo dei rappresentanti di associazioni pazienti.

Obiettivo di CARE2CURE è riconoscere e rendere prioritario il legame tra innovazione terapeutica e sostenibilità ambientale. Il presupposto su cui si fonda è che l’integrazione della sostenibilità ambientale nelle pratiche sanitarie richiede un approccio multidisciplinare che coinvolga tutti gli attori del settore. Dalle istituzioni sanitarie alle industrie farmaceutiche, fino ai cittadini, con azioni strategiche condivise.

Attraverso politiche integrate, incentivi e programmi educativi, è possibile promuovere un sistema sanitario che non solo curi le patologie ma preservi anche l’ambiente per le generazioni future.

Sono intervenuti all’evento di presentazione di Care2Cure, moderato da Ludovico Baldessin, Ceo Edra:

  • Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale, Ministero della Salute
  • Luca Pani, Professore farmacologia clinica – Unimore e Psichiatria clinica – Universita di Miami
  • Roberta Siliquini, Presidente Società italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, SItI
  • Pierluigi Russo, Direttore tecnico scientifico di Aifa
  • Francesco Giorgino, Professore Ordinario di Endocrinologia, Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Senior Vice President, European Association for the Study of Diabetes (EASD)
  • Massimo Riccaboni, Professore di economia, IMT Scuola Alti Studi, Lucca
  • Antonio Gaudioso – Consiglio di amministrazione Edra S.p.A.
  • Angelo Avogaro, Presidente Società italiana di Diabetologia (SID)
  • Ignazio Parisi, Associazione italiana diabetici, FAND
  • Marco Sonnini, Direttivo Diabete Italia

Highlighst dall’evento

Ha aperto i lavori della giornata Francesco Saverio Mennini affermando che: “Questo Ministero ha dimostrato di prestare molta attenzione al problema dell’impatto ambientale, introducendo per la prima volta un dipartimento “One health” che si andrà a occupare anche di impatto ambientale. Lo stesso è, infatti, considerato una variabile fondamentale, sia quando parliamo di SSN in generale, che in relazione alla ricerca di innovazione sul territorio nazionale. Il nuovo modello cerca di garantire le cure il più vicino possibile al paziente, fattore che si rivela vincente anche dalla prospettiva dell’impatto ambientale. Questa è la strada che il dipartimento One Health sta cercando di percorrere”.

Luca Pani ha invece sottolineato che: “La sostenibilità ambientale nell’innovazione può essere valutata attraverso diversi approcci e criteri. Tra questi, l’analisi del Ciclo di Vita (LCA), che valuta l’impatto ambientale di un prodotto o servizio dalla sua produzione allo smaltimento, e l’eco-efficienza, che mira a creare più valore con meno impatti ambientali. In quest’ottica hanno un ruolo fondamentale anche le certificazioni ambientali”.

Sempre in tema di One Health è intervenuto Pierluigi Russo, evidenziando che: “Il concetto di One health si sta affermando in maniera crescente. Anche il settore industriale, nel quale rientra quello farmaceutico, non può che trarre vantaggi dall’adozione di pratiche sostenibili nel ciclo di vita di un prodotto. Le discussioni oggi in essere a livello europeo sull’evoluzione e l’implementazione delle metodiche di Health Technology Assessment dovranno tener conto anche della dimensione ambientale delle innovazioni tecnologiche. Auspico infine che si consideri un approccio sostenibile anche per quei prodotti che hanno una gestione al di fuori della farmacia ospedaliera e che potrebbero esser soggetti a dispersione nella loro fase di smaltimento”.

Francesco Giorgino nel suo intervento ha invece sottolineato che: “C’è una stretta connessione tra la produzione di farmaci nell’industria farmaceutica e l’impatto sulla salute dei pazienti, soprattutto con malattie cronico-degenerative (come il diabete). Bisogna portare tale fattore all’attenzione degli stakeholders, integrandolo con percorsi capaci di accogliere questi aspetti e renderli prioritari in ambito di politica sanitaria. Per noi clinici è fondamentale una maggiore sensibilizzazione rispetto a questo problema”.

Massimo Riccaboni ha poi indicato le priorità che si dovrebbero attribuire alla sostenibilità ambientale di una nuova tecnologia sanitaria. L’esperto ha evidenziato: “Dobbiamo dotarci di modelli di valutazione della sostenibilità delle cure a 360 gradi che integrino le tradizionali valutazioni di HTA con le stime di impatto ambientale”

In conclusione invece Angelo Avogaro ha affrontato il tema del personale sanitario ricordando che: “Deve essere consapevole non solo del contesto ambientale in cui i pazienti vivono ma anche come ospedali, trasporti, devices possano a loro volta impattare negativamente sull’ambiente. È necessaria una maggior consapevolezza di come le nostre azioni quotidiane e il mondo del lavoro in cui operiamo impattino sulla salute stessa del cittadino”.