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Discinesia tardiva, l'importanza di una corretta terapia

La discinesia tardiva (DT) è una sindrome caratterizzata da movimenti involontari a livello della lingua, della mandibola e delle estremità. Tale condizione insorge nella quasi totalità dei casi con la riduzione o la sospensione di farmaci neurolettici e ha una durata di almeno 4-8 settimane; tuttavia è spesso irreversibile, con un elevato impatto sulla qualità di vita del paziente affetto. La natura iatrogena del disturbo, insieme alla sua lunga durata, rendono pertanto obbligatorie una attenta valutazione e gestione del paziente a rischio o affetto da DT. La migliore strategia di gestione della DT è senz'altro rappresentata dalla prevenzione.

Sebbene riscontri limitati siano riportati per diverse classi di farmaci (tra cui antidepressivi, anticonvulsivanti e stabilizzatori dell'umore), i principali responsabili di DT sono rappresentati dagli antipsicotici, specialmente in virtù della loro azione dopamino-antagonista, ma risultano essere importanti anche gli antipsicotici di seconda generazione: infatti, a dispetto di una minore affinità per il recettore dopaminergico, recenti metanalisi hanno mostrato come la riduzione del tasso di prevalenza di DT sia minore rispetto alle aspettative (30,0% per la prima generazione contro 20,7% per la seconda generazione).

La scelta di utilizzare questi farmaci deve quindi passare attraverso una accurata analisi del rapporto rischio-beneficio, analisi condotta dagli specialisti coinvolti. In questo contesto è nato il progetto multicanale realizzato da Edra per conto di Bausch & Lomb, un percorso multichannel (PhoneDetailing, eDetailing e DirectDetailig) che tratta le seguenti tematiche:

- Fenomenologia e semeiotica dei disturbi del movimento farmaco-indotti

- Epidemiologia, eziologia, patogenesi e clinica della discinesia tardiva e diagnosi differenziale

- Trattamento farmacologico

Il percorso è nato per favorire il mantenimento dell'interesse e per consentire una identificazione precisa e differenziante del percorso di cura nei confronti dello specialista, neurologo e psichiatra.